Tra natura e leggenda a Catania: i faraglioni dei Ciclopi

Faraglioni dei CIclopiSecondo il racconto omerico, Polifemo, accecato da Ulisse, uscì ruggente fuori dalla sua grotta. Sbeffeggiato da Nessuno che si allontanava sulla sua nave, scagliò degli enormi massi in mare con lo scopo di colpire l’imbarcazione. Vuole la leggenda che i macigni scagliati da Polifemo siano oggi i cosiddetti faraglioni dei Ciclopi.

Come testimonia anche la grotta di Polifemo di Milazzo, in Sicilia sono diversi i luoghi dove si trovano corrispondenze tra la realtà e il mito. Per vedere i faraglioni dei Ciclopi bisogna però spostarsi in provincia di Catania, per la precisione nel golfo di Acitrezza: qui infatti è stata creata la riserva naturale integrale Isola Lachea e faraglioni dei Ciclopi, istituita nel 1989.

La riserva protegge le isole dei Ciclopi. Composte da isola Lachea, faraglione Grande, faraglione Piccolo, più altri quattro scogli disposti a formare una sorta di arco.

Un luogo, quello dei faraglioni dei Ciclopi, reso celebre dalla particolare conformazione. Ma anche dalla sua inestimabile ricchezza faunistica. Nelle profondità delle acque della riserva naturale è possibile vedere uno spaccato della vita che popola il Mediterraneo: variopinte spugne, grandi stelle rosse, lucci marini, saraghi, cernie, colonie di Astroides calycularis, cavallucci marini, torpedini, pesci pettine, rossi ventagli di paramuricee, aragoste che fuoriescono dalle tane; più in profondità è anche possibile trovare la Alicia mirabilis, la più grande attinia del Mare nostrum.

Un luogo dalla grande bellezza che è stata anche immortalato in altrettanto grandi opere artistiche: I Malavoglia, capolavoro di Giovanni Verga, hanno avuto come scenario proprio i faraglioni dei Ciclopi; La terra trema di Luchino Visconti, premiato al Festival di Venezia del ’48, è stato girato qui.

Un luogo, quello dei faraglioni dei Ciclopi, che si trova a pochissima distanza da Catania, poco più di dieci chilometri, quasi tutti da percorrere sulla strada statale 114. E quindi è consigliato imbarcare un’auto sul proprio traghetto.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/gnuckx