Dina e Clarenza: un atto eroico diventato una leggenda di Messina

Messina leggende: Dina e Clarenza

Agosto del 1282. Dina e Clarenza erano due donne che difendevano la loro città, Messina, dall’assedio dalle truppe di Carlo I d’Angiò durante il Vespro siciliano. Due donne come tante che sarebbero diventate le protagoniste di un episodio da leggenda.

Le truppe francesi erano in soverchiante superiorità numerica. Ma i messinesi erano armati di coraggio e determinazione: resistevano eroicamente da aprile. L’8 agosto infuriò una feroce battaglia vicino al colle della Caperrina. Qui le mura erano state pesantemente danneggiate dall’artiglieria nemica.

Gli Angioini tentarono una sortita di notte, entrando in città proprio dalle mura che erano rimaste danneggiate. Pensavano di trovate scarsa sorveglianza e resistenza. Invece c’erano le donne di Messina sulle mura della città, rimaste a fare la guardia per permettere agli uomini di riposare.

Dina e Clarenza si accorsero appena in tempo che le truppe nemiche stavano tentando un assalto. Si misero a scagliare pietre sugli assalitori e a suonare campane per richiamare i messinesi. Soldati, nobili, giuristi, mercanti, artigiani, sacerdoti e, soprattutto, donne: tutti si diedero da fare per respingere il nemico oltre le mura.

Dina e Clarenza sono diventate due leggendarie eroine. Rappresentano l’attaccamento e l’amore degli abitanti di Messina per la loro città. Tanto che sono state rappresentate sul campanile del Duomo mentre suonano la campana per avvertire i messinesi dell’imminente pericolo.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/vitomanzari