Messina: la leggenda di Orione e di Capo Peloro

Messina leggende: OrioneL’omonima fontana sorge in piazza Duomo, nel centro di Messina. A struttura piramidale, in alto c’è il gigante cacciatore della mitologia greca prima e latina dopo, con ai piedi il suo fidato cane Sirio. Fontana che testimonia quanto la leggenda di Orione sia legata alla nascita della città sullo stretto.

Figlio di Poseidone e di Euriale, infallibile cacciatore, ritenuto il più bello tra i mortali, si cimentò in diverse imprese leggendarie. Fu Artemide, la dea dalla caccia (di cui lui era follemente innamorato) a ucciderlo con una freccia, ingannata da un trucco di Apollo. Come eterno ricordo, Artemide pose in cielo l’immagine di Orione e di Sirio.

Il mito di Orione è legato a sua volta a quello di Peloro, nato dai denti di drago seminati da Cadmo: secondo Omero, Peloro sarebbe in realtà un epiteto di Orione. Secondo altri autori, Capo Peloro fu formato dallo stesso Orione: il gigante volle erigere lì un tempio dedicato al proprio padre, il dio dei mari Poseidone.

La leggenda di Capo Peloro e di Orione ha anche una versione risalente alle imprese di Annibale, secondo la quale Peloro era il nome di un pilota della nave del condottiero Cartaginese. Annibale pensava che questi lo avesse ingannato, conducendolo in un golfo senza uscita, e lo uccise. Resosi conto del fatale errore, Annibale dedicò il promontorio a Peloro ed eresse una statua che doveva servire da segnale per i naviganti.

 

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