Il fascino e il mistero della Palermo sotterranea

Palermo sotterraneaSolitamente (e giustamente) si associa il capoluogo siciliano al sole e all’aria aperta, e in effetti per visitare le principali attrazioni o per vedere i monumenti più importanti ci si deve muovere in superficie. C’è però anche un’altra faccia, meno conosciuta, e allo stesso tempo misteriosa e affascinante. E per vederla bisogna conoscere le varie tappe che compongono il percorso lungo la Palermo sotterranea.

Il sacrario di San Domenico – Si trova all’interno dell’omonima chiesa, la seconda per importanza a Palermo subito dopo la Cattedrale.

Le camere dello Scirocco – Si tratta di grotte scavate nella roccia sottostante i palazzi della città, costruita dai nobili palermitani tra il XVI e il XVIII secolo per sfuggire al caldo opprimente del vento di Scirocco. Le camere dello Scirocco oggi conosciute sono poche, le principali si trovano alle spalle del Palazzo delle Poste, sotto palazzo Barone Colluzio, e la Grotta dei Beati Paoli presso il Vicolo degli Orfani.

Le cave di tufo – Un complesso di gallerie sotterranee costruite a scacchiera, gallerie da cui veniva estratto il tufo utilizzato per la costruzione dei palazzi della città. Nelle sale di estrazione venivano posti dei pilastri a sostegno della volta, in questo modo i terreni sovrastanti non risentivano dello scavo.

La chiesa della Madonna dell’Acquasanta – Il sito ha la forma di una conca riparata dai venti, caratterizzata dalla presenza di una sorgente a cui erano attribuite proprietà terapeutiche. Oggi la chiesa è in stato di totale abbandono.

Lo stabilimento termale di Pandolfo – Originariamente era un grande e frequentato complesso termale costruito nella seconda metà dell’Ottocento, oggi ne resta soltanto un edificio in stato di abbandono.

Il Lazzaretto dell’Acquasanta – Un lazzaretto costruito nel 1628 utilizzando gli ambienti di un vecchio magazzino.

Queste sono le tappe della Palermo sotterranea. Per scoprire anche questo lato della città durante la vostra vacanza in Sicilia.

 

Fonte immagine: it.wikipedia.org