Sicilia: dove ammirare le opere del maestro Antonello da Messina

Antonello da Messina è uno degli artisti siciliani più ammirati al mondo. Le opere del grande maestro del Quattrocento italiano oggi sono conservate nei musei più importanti del pianeta. Sono esposte alla National Gallery di Londra, al Metropolitan Museum of Art di New York, alla Gemäldegalerie di Berlino, al Louvre di Parigi, e non solo. Sei delle sue opere più famose sono conservate anche in Sicilia. Osservare dal vivo la sua arte è un motivo più che valido per visitare la Sicilia. Scopriamo di più sulla sua figura, sui suoi legami con la Sicilia e sui luoghi dove poter ammirare le sue opere.

 

La vita del più grande pittore siciliano

Antonio di Giovanni, nasce a Messina, intono al 1430. Suo padre, noto come Giovanni di Antonio ero uno scalpellino. Inizia a lavorare come apprendista pittore tra Messina e Palermo. A 15 anni diventa garzone per il maestro conciatore di pelli Guglielmo Adragna d’Alcamo. Il lavoro in conceria, tuttavia, non lo distoglie dalla sua più grande vocazione, quella per la pittura. Ventenne si sposta a Napoli, lavorando come apprendista presso il pittore Colantonio. Nella città campana ha la possibilità di conoscere la pittura fiamminga, spagnola e provenzale. Ne resta incantato, studia la pittura europea con passione e ammirazione. Nel 1457 torna a Messina e apre una sua bottega. Nonostante questo, non smetterà di viaggiare. Andrà a Venezia, passando per Roma, Toscana e Marche. Conosce le opere di Pietro della Francesca e di Giovanni Bellini, la loro influenza su di lui è forte. Tornerà in Sicilia, per morire nella sua Messina nel febbraio del 1479.

 

Dove ammirare Antonello da Messina in Sicilia

Oggi in Sicilia si conservano sei opere di Antonello da Messina. Si trovano in quattro località differenti, ovvero a Messina, a Siracusa, a Palermo e a Cefalù. Questi quadri sono stati attribuiti al maestro rinascimentale grazie alla firma dell’autore, oppure attraverso il ritrovamento dei relativi contratti di commissione. Queste opere sono state tutte realizzate in Sicilia nel decennio che va tra il 1465 e il 1475. Vediamo più nel dettaglio la loro locazione precisa:

  • Messina

Nella città d’origine natale del maestro possiamo ammirare due opere dello stesso, conservate al Mu.Me., ovvero al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina:

  1. Il Polittico di San Gregorio
    Opera realizzata per il convento della chiesa di Santa Maria extra moenia. È composta da cinque tavole lignee in cui sono ritratti la Madonna del Rosario in trono, San Gregorio Magno, San Benedetto, un Angelo annunciante e la Vergine annunciata.
  2. Una tavoletta bifronte che da ha lato ritrae il Cristo in Pietà, dall’altro la Madonna col bambino benedicente e un francescano in adorazione.
  • Siracusa

Sempre in Sicilia Orientale, nel Museo di Palazzo Bellomo di Siracusa si conserva l’Annunciazione di Palazzolo Acreide. Questo quadro era stato considerato perduto, fin quando lo storico dell’arte Enrico Mauceri non lo ha ritrovato nel 1897. In questa opera si sente una forte ispirazione fiamminga, alla quale si unisce l’attenzione per la prospettiva tipica di Pietro della Francesca. Il quadro purtroppo versa in un cattivo stato di conservazione, ma mostra chiaramente la grande abilità pittorica di Antonello da Messina.

  • Palermo

A Palermo è possibile ammirare due delle opere tra le più celebri di Antonello da Messina. Si tratta del Trittico dei Padri della Chiesa e dell’Annunciata, entrambi esposti nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, uno dei musei imperdibili di Palermo. Il trittico, risalente al 1472, ritrae le figure di San Girolamo, San Gregorio Magno e Sant’Agostino. L’Annunciata è probabilmente il quadro più famoso dell’artista, una delle rappresentazioni più iconiche dell’Annunciazione di tutta la storia dell’arte cristiana.

  • Cefalù

Al Museo Mandralisca di Cefalù si può osservare da vicino lo splendido Ritratto di Ignoto. Si racconta che questo quadro fosse stato acquistato dal barone Mandralisca, che lo aveva notato in una farmacia di Lipari. Pare che un farmacista liparota usasse la tavola come anta di un suo armadio. Lo sguardo enigmatico e pieno di furbizia del soggetto ritratto risulta magnetico. Non è un caso che molti parlino di questa opera definendola il sorriso più misterioso della storia della pittura dopo quello della Gioconda.

 

Photo Credits:
Immagine di Antonello da Messina per Wikimedia

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